Una piccola anticipazione, in attesa dell’uscita imminente.

Phoebe strinse i pugni, i denti, strinse pure le chiappe sode per trattenere la rabbia che le ribolliva dentro. Ridusse la bocca, spalmata di rossetto rosa, a un minuscolo orifizio, che aprì sfrontatamente per replicare. Non ne ebbe il tempo. «Vai in banca, ora» le disse Lucas, e lo fece con tono così roco, suadente, carezzevole e mellifluo, con le labbra, la fronte e il naso così vicino alle sue labbra, alla sua fronte, al suo naso, che per un istante pensai: ‘Ora la bacia!’ Come diavolo la stava guardando? E come diavolo faceva, quella donna, a stare ferma e non avvolgergli le braccia intorno al collo? Per altro, visto il rapporto che c’era tra loro. Se avesse guardato me a quel modo… La stava flagellando con i suoi occhi di ghiaccio. Desiderai che mi baciasse. Phoebe era furente, quello che voleva fare con Lucas non era baciarlo ma mollargli un ceffone. Fulminandolo con gli occhi, si allontanò, marciando su dei bizzarri zatteroni bianchi. Quando scomparve, ruotai lo sgabello e mi finsi affaccendata in questioni importantissime. Che Lucas si trattenesse, non lo avevo previsto.

«Buongiorno Ary»

«Ciao, Lucas» mi tremò la voce alla lettera esse, mi succedeva sempre, ogni volta che pronunciavo il suo nome. ‘Llucaass’

 

Aryanna, “L’Uragano dentro me”

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